Racconti da...

“A cena con il Doge”, un tuffo nel passato dei sensi

No comments

Per gli appassionati del fumo lento, per i nostalgici della Serenissima e per chi è alla ricerca di esperienze sensoriali fuori dal comune: venerdì 7 luglio dalle ore 20.00 siete tutti invitati alla Cena con il Doge!

Tranquilli, non si tratta di una rievocazione storica in cui assisterete a scenari simili a quelli rappresentati da poco nel documentario “Stasera A Venezia” curato da Alberto Angela, non sarà infatti una rievocazione con abiti, usi e linguaggi del XVI secolo, quanto piuttosto una rievocazione dei sensi.

La storia del Tabacco in Veneto

Alla fine del 1500 si dice che un monaco benedettino, al ritorno dalle Americhe, abbia portato con sé il seme del tabacco nella Valle del Brenta, nascosto nell’incavo del suo bastone.
Che sia vera o no questa leggenda, è sicuramente vero che alla fine del XVI secolo nella Valle del Brenta sia cominciata la coltura del tabacco, in effetti una delle prime colture italiane di tabacco!

La storia che segue è a dir poco interessante: la coltura è stata portata avanti da un convento benedettino e nel giro di pochi anni si è diffusa in tutta la valle. Dopo un primo momento in cui la Repubblica di Venezia ha tentato (senza successo) di vietare e distruggere tutte le coltivazioni, dal 1763 i rappresentanti della Repubblica concedono agli agricoltori di coltivare il tabacco legalmente.

Il “Sigaro Nostrano”, antenato del Doge, è già conosciuto: addirittura ci sono prove di questo tipo di sigari fumati dai patrizi veneziani già 90 anni prima!

Quella del tabacco continua ad essere considerata una coltivazione legale anche quando Venezia passa sotto il dominio dell’Austria e di Napoleone: anzi, vengono fatte continue autorizzazioni e concessioni dal governo. Gli affari, invece, cominciano a complicarsi da dopo la nascita del Regno d’Italia: l’eccessiva pressione fiscale imposta dai Monopoli del Regno spinge da una parte molti coltivatori ad abbandonare la lavorazione dei campi, dall’altra incentiva il contrabbando, in realtà un’abitudine comune tra le famiglie di coltivatori della Valle, che in quegli anni prende sempre più piede.
I sigari Nostrani non esistevano ufficialmente, ma venivano consumati regolarmente grazie a una capillare rete di distribuzione clandestina che partiva da Bassano e raggiungeva tutto il Veneto.
Il commercio è stato illegale fino al 1939, anno in cui un gruppo di sedici agricoltori si uniscono in forma di cooperativa e formano il Consorzio Tabacchicoltori Bassano del Grappa, poi Monte Grappa.

Il ritorno del Doge in Veneto

Nel 2002 i discendenti  di questi agricoltori decidono di far rivivere l’antica e mai scomparsa tradizione sigaraia (ufficialmente prima si occupavano solo di tabacco per le sigarette) e nel 2012 esordiscono sul mercato con “Il Doge”, un sigaro realizzato interamente a mano con fascia e sottofascia.

Questo sigaro, dalla forma simile al Toscano, si distingue per il nome, evocativo della Serenissima, e sicuramente per l’unicità della pianta del tabacco: non è “Kentucky”, ma è tabacco “Habanos”, che nei secoli si è adattato e sviluppato nel territorio, diventando tabacco “Nostrano del Brenta”.
Si caratterizza per note di frutta secca, legno, cuoio e di erbe aromatiche, a tratti note floreali e leggermente mielose.

Questa cena è quindi un’occasione veramente preziosa, soprattutto conoscendo ora la storia e le tradizioni che questo prodotto porta con sé!
Una vera e propria rievocazione degustativa, che sarà accompagnata da un apposito menù di delicati assaggi di prodotti tipici del Polesine e dal racconto, grazie alla partecipazione di alcuni rappresentanti del Consorzio, di come questa tradizione sia arrivata fino a noi e come oggi venga portata avanti.

Il menù dedicato de “A Cena con il Doge”

ANTIPASTO
Polpette di corte con spritz

PRIMO PIATTO
Tagliatelle con verdure saltate in padella

SECONDO PIATTO
Lonza di maiale in salsa

DOLCE
Crema di yogurt con frutta fresca

VINO
Prosecco DOC

LIQUORI in collaborazione con Antiche Distillerie Mantovani

CAFFÈ’

Nel corso della serata verranno letti degli estratti dal romanzo uscito da qualche settimana di Michele Righetto, “L’anima della frontiera”.
E’ un romanzo western sul mondo dei contrabbandieri di tabacco della Valle del Brenta, ambientato a fine Ottocento: la famiglia De Boer, agricoltori di tabacco, non riesce a vivere dignitosamente con i proventi della coltura, anche a causa dell’eccessiva pressione fiscale, per cui il capofamiglia decide di superare la frontiera austriaca per contrabbandare l’eccedenza del raccolto.
Il libro sta raccogliendo molto successo tant’è che, ancor prima che fosse pubblicato in Italia, i suoi diritti erano già stati venduti alle case editrici in ben 10 Paesi.

Tra gli assaggi dei piatti di Monica, un sorso di liquori del Polesine e una boccata di “Doge”, il tutto accompagnato dalle pagine de “L’anima della frontiera”, la serata di venerdì 7 luglio scivolerà via piacevolmente in quest’esperienza unica!

Costo della cena (a persona) € 25,00.

Per informazioni e prenotazione dei tavoli

info@agrivalgrande.it
0425 704086
329 0975401 – Alberto

“A cena con il Doge”, un tuffo nel passato dei sensi

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *