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Badia Polesine, città antica – cosa vedere!

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Dopo avervi parlato di Lendinara (potete leggere tutte le informazioni cliccando qui), proseguiamo con Alberto alla scoperta della città di Badia Polesine!

Da Lendinara, imboccata la strada che costeggia il canale Adigetto, ci ritroviamo immersi nella campagna polesana. Il tratto di strada tutto pianeggiante e poco frequentato da macchine e mezzi pesanti è l’ideale per raggiungere Badia Polesine in tutto relax!

Ma vediamo insieme cosa vedere a Badia Polesine!
La prima tappa da fare una volta entrati a Badia Polesine è visitare l’Abbazia della Vangadizza!

Abbazia della Vangadizza

La più antica abbazia del territorio polesano di cui ancora oggi rimangono gli edifici e parte della chiesa. Fu fondata, per volere dell’allora signore di Mantova Almerico e della sua sposa Franca nella metà X sec. L’ultima disposizione testamentaria dell’ormai vedova a favore della basilica di Santa Maria è del 954. Negli anni successivi si alterneranno numerose donazioni da parte di nobili italiani e già nel 961 si parla di un abate, mentre nel 993 si fa cenno alla presenza di un monastero di benedettini in costruzione. Al termine del 900 l’abbazia ottiene l’indipendenza feudale e attorno all’anno 1000 sale al rango di diocesi per volere dell’allora papa Silvestro II. Alla fine del 1100, grazie alla protezione dei monaci che risiedevano all’interno dell’abbazia e al carattere indipendente del territorio rispetto al potere feudale, molti contadini si trasferirono nelle zone di competenza dell’abbazia e diedero avvio a grandi campagne di bonifica facendo diventare l’abbazia un punto di riferimento nel territorio. L’importanza dell’abate della Vangadizza era riconosciuto dai vari poteri del periodo medioevale, come il papato e l’imperatore del Sacro Romano Impero.
Dal 1213 si assiste ad una svolta nella gestione dell’abbazia che passa all’ordine dei Camaldolesi, ordine più dedito alla contemplazione e all’accrescimento delle arti piuttosto che alla cura del territorio che ormai dipendeva di fatto dall’abbazia e dal suo volere.
Ciò, se da un lato comportò all’ampliamento della biblioteca e allo sviluppo di attività culturali come il canto, dall’altra portò a dissidi interni al territorio per la mancanza di una guida sicura e forte.
Dal XV secolo, a causa di queste motivazioni, l’abbazia venne affidata a personale ecclesiale esterno, cioè ai vescovi del territorio limitrofo come il vescovo di Rovigo ed Adria o a quello di Brescia.
L’abbazia venne definitivamente soppressa dalla Repubblica di Venezia nel 1789 che ne incamerò i beni a seguito della riforma voluta dai patrizi veneziani. Nel 1792 ulteriore passo che pose fine all’importanza dell’abbazia e della città di Badia Polesine fu la sopressione della diocesi e l’accorpamento con quella di Adria e Rovigo.
La demolizione dell’intero complesso fu iniziata il 25 aprile 1810 quando la chiesa e il monastero vennero chiusi definitivamente. I lavori vennero fermati, purtroppo, quando erano quasi completati ma lasciandoci ancora l’intero chiostro, l’abside e il campanile pendente che ancora oggi possiamo ammirare.

Un’ultima curiosità sull’abbazia, nella piazza antistante il complesso riposano, in due sarcofagi di marmo, Alberto Azzo II d’Este e la moglie Cunegonda di Altdfor capostipiti della nobile famiglia degli Estensi, signori di Este e successivamente di Ferrara.

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Il centro di Badia Polesine

Visitata l’Abbazia della Vangadizza continuiamo la nostra passeggiata in bicicletta verso il centro città di Badia Polesine per scoprire altre cose da vedere assolutamente!

Teatro Sociale E. Balzan, la “Fenice” del Polesine

Il centro di Badia Polesine ospita uno dei teatri più belli del Polesine e tra i più belli del Veneto, è stato chiamato, per la sua bellezza, la “Piccola Fenice”. Stiamo parlando del Teatro Sociale “E. Balzan”.
Costruito nel 1812 da Bartolomeo Dente su disegno di Sante Baseggio, architetto di Rovigo, nel 1836 passa di proprietà ad una società di Palchisti che lo denominerà “Teatro Sociale”.
Nel 1855 il teatro subì un profondo intervento di restauro e ampliamento, con l’inserimento delle decorazioni dorate che ancora oggi lo caratterizzano e hanno portato al soprannome di “Piccola Fenice” per la ricchezza delle decorazioni e per lo stile simile al ben più famoso teatro di Venezia. A inizio ‘900, a causa delle importanti spese di gestione, la società che lo gestiva chiude l’attività e il teatro viene acquisito dal Comune di Badia. Solo negli anni ‘70, grazie all’interesse di Ivan Tardivello, ispettore delle Belle Arti originario proprio di Badia Polesine, si programmeranno i restauri dell’edificio. Edificio che riapre saltuariamente ospitando soprattutto mostre d’arte. Nel 2007 si avviano i lavori dell’ultimo restauro che termineranno nel 2011.
Proprio con la riapertura del Teatro Sociale coincide l’intitolazione ad Eugenio Balzan, imprenditore e famoso giornalista. Ancora oggi all’interno del teatro è ospitata la collezione di Balzan, donata dall’omonima fondazione alla città di Badia Polesine e visitabile nei giorni festivi.

Chiesa arcipretale di Badia Polesine

Nel centro città, proprio di fronte al Teatro Sociale, sorge la chiesa arcipretale di Badia Polesine e dedicata a San Giovanni Battista. La chiesa compare già alla fine del XII sec. come cappella dei monaci ed era direttamente dipendente dell’Abbazia della Vangadizza ed era adibita alle funzioni religiose per il popolo. La chiesa attuale nasce grazie al restauro del 1700 che l’ha notevolmente ampliata ed arricchita rispetto alle dimensioni e agli arredamenti presenti all’interno della chiesa precedente. La struttura religiosa all’interno presenta decorazioni e quadri di artisti polesani importanti.
Da vedere assolutamente la cantoria e l’organo finemente intagliati e decorati.

Il Comune di Badia Polesine

La sede municipale di Badia Polesine è un palazzo ricostruito, su un precedente edificio antico, nel XVII sec. ed è finemente decorato negli spazi interni da artisti polesani. Sotto il porticato sono presenti numerose lapidi decorate dedicate ai cittadini badiesi illustri, tra cui proprio Eugenio Balzan.
A fianco del palazzo comunale sorge la torre campanaria civica risalente al 1500 e tutt’ora attiva.

Altri luoghi da visitare

Altri luoghi da segnalare e andare a vedere a Badia Polesine vi sono:

Palazzo Estense

Palazzo Estense, a pochi passi dall’Abbazia della Vangadizza sorge il palazzo degli estensi, poi conosciuto come palazzo Gradenigo. Risalente al 1400 è in stile tardo-gotico, con numerose decorazioni architettoniche in stile, come ad esempio le trifore in stile gotico-fiorito.
Attualmente il palazzo è in abbandono e non è visitabile.

Mercato coperto

Il palazzo del Mercato Coperto è una costruzione molto particolare presente in città. Costruito nel primo ‘900 è decisamente influenzato dallo stile di Palazzo Ducale a Venezia. Sotto al portico era ospitato il mercato che si svolgeva in città. Attualmente ospita eventi culturali o incontri con autori o incontri dedicati alla cittadinanza.

Ecco il video del nostro itinerario dedicato a Lendinara e Badia Polesine!

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Ti sei perso le nostre passeggiate di “In bici con Alberto”? Non preoccuparti, ecco tutti gli appuntamenti!

1° itinerario – Dal Valgrande a Villa Nani Mocenigo
2° itinerario  – La via dei gorghi
3° itinerario – La via degli acquisti
4° itinerario – Un giretto sul Po
5° itinerario – La via delle distillerie

6° itinerario – Da Valgrande a Ferrara

7° itinerario (1a parte) – Lendinara, l’ “Atene del Polesine”

Badia Polesine, città antica – cosa vedere!

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