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PiGreg 2,14 live al Valgrande il 29 luglio!

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Sabato 29 luglio 2017 l’aia dell’agriturismo Valgrande diventerà un palco per l’esibizione del duo musicale PiGreg 2,14!

Chi sono i PiGreg 2,14?

Il gruppo è formato alla chitarra dal cantante Alberto Greggio, di Badia Polesine, e alle tastiere dal cantante Paolo Pigozzi, di Rovigo, ex Equipe 84.
Il loro repertorio è di genere Pop, Rock, Fusion e Progressive ed è formato da una serie di cover di cantanti e gruppi degli anni Settanta fino agli anni Novanta: Sting, Beatles, Rolling Stones, Paolo Conte, Pink Floyd, Leonard Cohen, Lucio Battisti, Equipe 84 e molti altri.

Musica e cucina tradizionale del Polesine!

La serata vedrà, come protagonisti assieme ai PiGreg 2,14, i piatti della tradizione polesana inseriti in un apposito menù pensato da Monica:

Antipasti

Ciabatta polesana con salame Valgrande
Polpettine di corte
Crostino di pane e frittata

Primi piatti

Insalata di farro
Pasticcio di verdure di stagione

Secondo piatto

Rotolo di pollo con patate

Dolce

Crema di yogurt alla frutta fresca

Caffè

Acqua, vino dei Coli trevigiani o vini veronesi

Il costo della serata è di € 25,00 a persona. Per partecipare alla serata è necessario prenotare o tramite email info@agrivalgrande.it oppure ai numeri di telefono 0425 704086,  329 0975401 (Alberto).

Vi aspettiamo per una serata perfetta, tra la musica di grande successo suonata dai PiGreg 2,14 e la gustosa tradizione della cucina del Polesine!

PiGreg 2,14 live al Valgrande il 29 luglio!
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Come passare una giornata di relax: 5 consigli utili

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Il caldo comincia a farsi sentire abbondantemente, ma le vacanze sono ancora lontane. Si continua con il solito tran tran quotidiano: il traffico, la spesa da fare, i figli da seguire, la casa da pulire, le consegne di lavoro da rispettare – esami compresi -. E allora non vediamo l’ora di rilassarci, ma come? Qualche consiglio noi ve lo diamo!

Tutti abbiamo diritto ad una giornata di relax. Ne abbiamo bisogno, ma con i ritmi di vita sempre più veloci, in cui si deve dare in ogni momento sempre il massimo, ne abbiamo proprio diritto. Il signor Calindri nel Carosello ci forniva una soluzione, mentre si gustava il suo liquore seduto in un tavolino in mezzo al traffico romano, ma forse questo non basta più.

Purtroppo cercare di viaggiare nel futuro non si può: è inutile che cercate di convincervi che luglio in realtà sia agosto, che tutti si sbagliano e che alle vacanze manca poco meno di un mese. No, mi dispiace, non è così. L’unica soluzione è sviluppare una capacità di persuasione tale da ingannare pure voi stessi.

Ecco quindi cosa fare per immaginare una giornata di relax e diventare dei guru di autoipnosi:

  • Siete distesi a prendere il sole, come lucertole. Sentite la vostra pelle che comincia a friggere, ma resistete, perché sappiamo tutti che il sole rinforza le ossa e poi siamo onesti: ormai un minimo di tintarella è indispensabile, per non rischiare continuamente di essere scambiati per turisti finlandesi anche quando andate a prendere il caffè nel solito bar sotto casa.
  • Potete anche immaginarvi all’ombra di grandi alberi che, con i loro rami, vi riparano dalla luce del sole. Magari ci tenete alla vostra abbronzatura da antichi patrizi romani, per cui schivate il sole come Edward Cullen in Twilight. Inoltre, all’ombra, si può tranquillamente leggere un libro, senza rischiare di essere accecati dal riflesso della pagina bianca colpita dalla luce di mezzogiorno.
  • Siete immersi nella natura, perché facciamo finta che siate persone che rifuggono le spiagge affollate, in cui non c’è neanche spazio di distendersi tranquillamente senza finire seppelliti dalla sabbia che muovono i bambini che corrono andando a fare il bagno. Ripeschiamo quindi l’atmosfera di relax. Dicevamo: siete immersi nella natura e, dal tanto silenzio che c’è, riuscite pure a sentire il verso dei grilli e il cinguettio degli uccellini. Respirate a pieni polmoni aria pulita, aria fresca (dimenticando che l’estate è anche soprannominata la stagione della puzza di sudore).
  • All’aria la dieta, la conta delle calorie, “no carbs”, prodotti light, sugar-free, con -0,001% di grassi, che tanto con il caldo che fa siete perennemente in una sauna e bruciate tutto. Fa caldo, troppo caldo, e cosa c’è di più piacevole se non un piatto estivo di frutta fresca o una insalatona accompagnati da un bicchierone di centrifuga, frullato o thé freddo (a voi la scelta)?
  • Ecco la ciliegina sulla torta: una piscina con l’acqua bella fresca, che a guardarla l’unico pensiero è “vegetarci” dentro, con una trepidazione simile a quella dei bambini quando vedono il loro giocattolo preferito.

Ecco, se seguirete punto per punto questi passaggi, diventerete nel giro di pochi giorni dei maestri della disciplina del fantasticare compulsivo, più comunemente noto come “sogno ad occhi aperti”.

Ma come reagireste se vi dicessi che questo sogno ad occhi aperti può invece trasformarsi presto in realtà?

All’azienda agrituristica Valgrande potrete passare una giornata, o solo poche ore, all’insegna della pace e del benessere, in un’atmosfera intima e tranquilla. Una giornata in cui potrete non pensare a nulla, ma semplicemente leggere un libro, farvi cullare dal verso dei grilli e gustare i piatti freschi e le bibite refrigeranti offerte dalla casa.

“Be a doer, not a dreamer”!

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Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci ai seguenti contatti:

e-mail: info@agrivalgrande.it
tel: +39 0425 704086
Monica: +39 329 0975378
Alberto: +39 329 0975401

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“La Spelonca delle Stalattiti”: incontro con l’autore

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Per concludere in bellezza la serie di appuntamenti che sta caratterizzando l’estate al Valgrande, domenica 9 luglio vi proponiamo la presentazione letteraria con Jacopo Martinello, un giovane autore di soli 24 anni della Bassa Padovana, che parlerà del suo primo libro “La Spelonca delle Stalattiti”.

Chi è Jacopo Martinello?

Jacopo Martinello, nato ad Este, mostra fin da piccolo delle grandi doti creative e negli studi universitari riscopre l’interesse per l’illustrazione. Ora è uno studente del Centro Sperimentale di Cinematografia e si sta specializzando nella sede della città dei Tauri in Animazione 3D. E’ proprio grazie a questi suoi ultimi studi che ha l’idea di trasformare la sua grande passione, inventare e raccontare storie, in professione.
Nel 2017 CIESSE Edizioni pubblica il suo primo romanzo “La Spelonca delle Stalattiti”, una storia originale e ironica a metà fra il giallo e il fantasy, di cui l’autrice Pina Varriale cura la prefazione. E’ invece a cura dello stesso Jacopo l’immagine di copertina e il BookTrailer (qui il link: https://www.youtube.com/watch?v=ni9Ji90Ne7g ).

Trama

Il romanzo si svolge a Bratislanda, un apparente parco giochi a tema fantasy molto originale, ma che in realtà è un mondo parallelo e vivente. L’atmosfera simpatica e serena di Bratislandia viene però distrutta quando qualcuno commette un omicidio, in cui viene uccisa un’Unamite. Il compito di scoprire l’assassino viene affidato ad Andrea Perin, un giovane brillante che, appena superato il confine, si dimostra subito pronto ad immergersi in questo universo parallelo in cui tutto, ma proprio tutto, è animato. La missione di scoprire la verità per il detective improvvisato sarà avventurosa e impegnativa, ma sicuramente il soggiorno all’interno del parco sarà istruttivo e divertente.

Un romanzo che, grazie al suo originale mondo tutto da scoprire, affascinerà tutti i lettori, dai più giovani agli adulti!

Qui all’agriturismo Valgrande siamo sempre orgogliosi di promuovere artisti del nostro territorio, per cui vi aspettiamo domenica 9 luglio dalle ore 19 per la presentazione de “La Spelonca delle Stalattiti” di Jacopo Martinello: è previsto l’aperitivo in corte e a seguire, per chi volesse, la cena con l’autore!

Il menù dell’aperitivo in corte

Spritz o succhi di frutta
Piatto con: focaccia casalinga, salame e pan biscotto, insalata di farro

€ 5,00 a persona

Il menù della cena con l’autore

A seguire, per chi volesse continuare ad ascoltare i brani della storia, una cena animata con le letture dal libro “La spelonca delle stalattiti” con un menù dedicato:

  • Bigoli al ragù di corte
  • Tagliere di salumi e formaggi
  • Dolce di casa

€ 15,00 a persona su prenotazione

Per informazioni e prenotazioni

e-mail: info@agrivalgrande.it
tel: +39 0425 704086
Alberto: +39 329 0975401

“La Spelonca delle Stalattiti”: incontro con l’autore
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“A cena con il Doge”, un tuffo nel passato dei sensi

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Per gli appassionati del fumo lento, per i nostalgici della Serenissima e per chi è alla ricerca di esperienze sensoriali fuori dal comune: venerdì 7 luglio dalle ore 20.00 siete tutti invitati alla Cena con il Doge!

Tranquilli, non si tratta di una rievocazione storica in cui assisterete a scenari simili a quelli rappresentati da poco nel documentario “Stasera A Venezia” curato da Alberto Angela, non sarà infatti una rievocazione con abiti, usi e linguaggi del XVI secolo, quanto piuttosto una rievocazione dei sensi.

La storia del Tabacco in Veneto

Alla fine del 1500 si dice che un monaco benedettino, al ritorno dalle Americhe, abbia portato con sé il seme del tabacco nella Valle del Brenta, nascosto nell’incavo del suo bastone.
Che sia vera o no questa leggenda, è sicuramente vero che alla fine del XVI secolo nella Valle del Brenta sia cominciata la coltura del tabacco, in effetti una delle prime colture italiane di tabacco!

La storia che segue è a dir poco interessante: la coltura è stata portata avanti da un convento benedettino e nel giro di pochi anni si è diffusa in tutta la valle. Dopo un primo momento in cui la Repubblica di Venezia ha tentato (senza successo) di vietare e distruggere tutte le coltivazioni, dal 1763 i rappresentanti della Repubblica concedono agli agricoltori di coltivare il tabacco legalmente.

Il “Sigaro Nostrano”, antenato del Doge, è già conosciuto: addirittura ci sono prove di questo tipo di sigari fumati dai patrizi veneziani già 90 anni prima!

Quella del tabacco continua ad essere considerata una coltivazione legale anche quando Venezia passa sotto il dominio dell’Austria e di Napoleone: anzi, vengono fatte continue autorizzazioni e concessioni dal governo. Gli affari, invece, cominciano a complicarsi da dopo la nascita del Regno d’Italia: l’eccessiva pressione fiscale imposta dai Monopoli del Regno spinge da una parte molti coltivatori ad abbandonare la lavorazione dei campi, dall’altra incentiva il contrabbando, in realtà un’abitudine comune tra le famiglie di coltivatori della Valle, che in quegli anni prende sempre più piede.
I sigari Nostrani non esistevano ufficialmente, ma venivano consumati regolarmente grazie a una capillare rete di distribuzione clandestina che partiva da Bassano e raggiungeva tutto il Veneto.
Il commercio è stato illegale fino al 1939, anno in cui un gruppo di sedici agricoltori si uniscono in forma di cooperativa e formano il Consorzio Tabacchicoltori Bassano del Grappa, poi Monte Grappa.

Il ritorno del Doge in Veneto

Nel 2002 i discendenti  di questi agricoltori decidono di far rivivere l’antica e mai scomparsa tradizione sigaraia (ufficialmente prima si occupavano solo di tabacco per le sigarette) e nel 2012 esordiscono sul mercato con “Il Doge”, un sigaro realizzato interamente a mano con fascia e sottofascia.

Questo sigaro, dalla forma simile al Toscano, si distingue per il nome, evocativo della Serenissima, e sicuramente per l’unicità della pianta del tabacco: non è “Kentucky”, ma è tabacco “Habanos”, che nei secoli si è adattato e sviluppato nel territorio, diventando tabacco “Nostrano del Brenta”.
Si caratterizza per note di frutta secca, legno, cuoio e di erbe aromatiche, a tratti note floreali e leggermente mielose.

Questa cena è quindi un’occasione veramente preziosa, soprattutto conoscendo ora la storia e le tradizioni che questo prodotto porta con sé!
Una vera e propria rievocazione degustativa, che sarà accompagnata da un apposito menù di delicati assaggi di prodotti tipici del Polesine e dal racconto, grazie alla partecipazione di alcuni rappresentanti del Consorzio, di come questa tradizione sia arrivata fino a noi e come oggi venga portata avanti.

Il menù dedicato de “A Cena con il Doge”

ANTIPASTO
Polpette di corte con spritz

PRIMO PIATTO
Tagliatelle con verdure saltate in padella

SECONDO PIATTO
Lonza di maiale in salsa

DOLCE
Crema di yogurt con frutta fresca

VINO
Prosecco DOC

LIQUORI in collaborazione con Antiche Distillerie Mantovani

CAFFÈ’

Nel corso della serata verranno letti degli estratti dal romanzo uscito da qualche settimana di Michele Righetto, “L’anima della frontiera”.
E’ un romanzo western sul mondo dei contrabbandieri di tabacco della Valle del Brenta, ambientato a fine Ottocento: la famiglia De Boer, agricoltori di tabacco, non riesce a vivere dignitosamente con i proventi della coltura, anche a causa dell’eccessiva pressione fiscale, per cui il capofamiglia decide di superare la frontiera austriaca per contrabbandare l’eccedenza del raccolto.
Il libro sta raccogliendo molto successo tant’è che, ancor prima che fosse pubblicato in Italia, i suoi diritti erano già stati venduti alle case editrici in ben 10 Paesi.

Tra gli assaggi dei piatti di Monica, un sorso di liquori del Polesine e una boccata di “Doge”, il tutto accompagnato dalle pagine de “L’anima della frontiera”, la serata di venerdì 7 luglio scivolerà via piacevolmente in quest’esperienza unica!

Costo della cena (a persona) € 25,00.

Per informazioni e prenotazione dei tavoli

info@agrivalgrande.it
0425 704086
329 0975401 – Alberto

“A cena con il Doge”, un tuffo nel passato dei sensi
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Teatro in Corte in allegria!

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Dopo il successo della Cena con Delitto “Cento di queste morti!” in collaborazione con l’associazione culturale “Non Siamo Santi”, è ora il turno del nostro secondo appuntamento, la rassegna Teatro in Corte 2017, per dare il benvenuto alla nuova estate!

Venerdì 30 giugno vi aspettiamo per una serata all’insegna del sano divertimento, garantito se si parla della compagnia di Vigonza “Teatro dei Curiosi”.
L’evento si inserisce nella sesta edizione, organizzata dal Gruppo teatrale “il Mosaico”, della rassegna “Teatro in Corte 2017”, che oltre allo spettacolo prevede una presentazione storico artistica delle corti a cura di Arnaldo Pavarin.

Venerdì 30 giugno verrà rappresentato lo spettacolo “Stasera Parlo Mi!” di Andrea Masiero e Gianni Mazzucato, una raccolta di simpatici monologhi, portati in scena dallo stesso Mazzucato, che analizzano tutti i passaggi fondamentali della vita di un uomo: ragazzo, adulto, marito e anziano.
Si tratta di uno spettacolo divertente, che regala degli spunti di riflessione sui paradossi del nostro tempo: un’analisi spassosa ma attenta della vita quotidiana, raccontata in dialetto veneto.

L’associazione culturale “Teatro dei Curiosi”, fondata dallo stesso Gianni Mazzucato, è nata a Vigonza nel 2004 da un gruppo di attori con esperienza ventennale alle spalle. La coppia Masiero-Mazzucato è sicuramente un’unione vincente: nel 2012 sono stati premiati dall’Accademia del Teatro in lingua veneta e dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento; hanno poi vinto l’edizione 2015 del concorso “Grotta Azzurra”, organizzato dalla compagnia “La Valigia” con il comune di Orgiano (VI).
Sono grandi professionisti e insieme sono stati gli autori, i registi e gli ideatori della maggior parte degli spettacoli del Teatro dei Curiosi.

Programma della serata

Per la sera di venerdì 30 giugno dedicata al “Teatro in Corte 2017”, il programma sarà il seguente:

Dalle ore 20.00: cena con prenotazione obbligatoria. Il costo a persona sarà di € 25,00 (cena con spettacolo).
Dalle ore 21.30: “Stasera Parlo Mi!” spettacolo a cura del “Teatro dei Curiosi”, ingresso di € 5,00 a persona per chi non volesse cenare.

Nell’intervallo, anche per coloro che ci raggiungeranno dopo la cena, verranno proposte delle degustazioni di prodotti tipici dell’agriturismo Valgrande.

Il menù che Monica ha pensato per questo appuntamento, prendendo spunto dallo spettacolo e dalla grande disponibilità di primizie della stagione, è il seguente:

Antipasto
Polpette di corte su insalata
Polpette di verdure

Primi piatti
Bigoli di corte
Bigoli alle zucchine

Secondi piatti
Arrosto freddo con patate in “sfraton”
Tortino rustico

Contorni
Di stagione

Dolce
Salame di cioccolato

Vini
Prosecco

Caffè

Vi aspettiamo quindi venerdì 30 giugno per passare una serata in allegria, in compagnia del “Teatro dei Curiosi” e della buona cucina polesana!

Per informazioni e prenotazione dei tavoli:

info@agrivalgrande.it
0425 704086
329 0975401 – Alberto

Teatro in Corte in allegria!
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“Cento di queste morti!” Cena con delitto al Valgrande!

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La prima cena con delitto vi attende al Valgrande! E se c’è la signora Fletcher…l’assassino non ci scapperà!

Per tutti gli appassionati come noi di delitti perfetti è arrivato il momento di mostrare le vostri doti investigative!
L’esclusiva festa di compleanno di Adelaide, un’anziana ma ricca signora, si trasforma nell’omicidio perfetto.
Adelaide infatti viene trovata morta nella sua camera da letto al Valgrande, chiusa dall’interno. Gli invitati al compleanno hanno tutti un movente per assassinare questa “adorabile” vecchina, tranne (forse) l’immancabile signora Fletcher. Starà al pubblico presente il compito di scoprire la verità e fare giustizia, interagendo con gli attori in sala.
Credeteci, la soluzione non è per nulla scontata e solo le menti più astute riusciranno a risolvere l’enigma.

Il nostro menù “del delitto”!

Lo spettacolo “Cento di queste morti!” avrà un menù d’eccezione, che qui vi riportiamo:

ANTIPASTI

  • Tortino rustico
  • Insalata di farro
  • Carpaccio di zucchine

PRIMO

  • Maccheroni di farro con piselli e crudo croccante

SECONDO

  • Tagliere di salumi e formaggi

DOLCE -rigorosamente fatto in casa

  • Morbido alle creme

VINI

  • Vini veneti dei Colli Trevigiani e Colli Euganei

BIRRA – artigianale agricola

  • Bianca
  • Bionda
  • Ambrata
  • Doppio malto

CAFFE’

Costo della cena con lo spettacolo interattivo è di € 25,00 a persona.

Lo spettacolo è curato dalla Compagnia “Non Siamo Santi!” di Sant’Urbano (Pd).

Prenotazioni e informazioni

info@agrivalgrande.it
0425 704086
329 0975401 – Alberto
Ricapitolando:
Sabato 24 Giugno, ore 21 – Agriturismo Valgrande. Cena con delitto “Cento di queste morti!”.

E tanto si sa che l’assassino è sempre il maggiordomo. O forse no?

“Cento di queste morti!” Cena con delitto al Valgrande!
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4 appuntamenti di inizio estate al Valgrande!

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Estate, tempo di rilassarsi e passare le proprie serate all’aperto, magari gustando piatti tipici e partecipare a spettacoli, proprio il menù proposto dal Valgrande per queste prime calde serate!

Un inizio d’estate così al Valgrande non si era ancora visto!
Dal 24 giugno fino al 9 luglio tre fine settimana ricchi di appuntamenti da passare in compagnia presso l’agriturismo Valgrande, da spettacoli teatrali, cene con delitto, incontri con l’autore e la scoperta di prodotti tipici del Veneto che potranno accontentare tutti i gusti!

Il primo appuntamento è per sabato 24 giugno dalle 21.00, quando ci aspetta la cena con delitto “Cento di queste morti!” ad opera della Compagnia “Non Siamo Santi” di Sant’Urbano (Pd)!

La festa di compleanno di un’anziana ma ricca signora si trasforma nell’omicidio perfetto! Adelaide, questo il nome della vittima, viene ritrovata senza vita in una stanza del Valgrande. Tutti gli invitati hanno un valido movente per voler morta l’anziana signora.
Starà al pubblico presente, interagendo con gli attori in scena, scoprire chi e perché ha voluto trasformare la festa in una tragedia!

Prenotazioni e informazioni info@agrivalgrande.it 0425 704086 329 0975401 – € 25,00 a persona

Venerdì 30 giugno in scena la Compagnia “Teatro dei Curiosi” di Vigonza (Pd) con il loro spettacolo “Stasera parlo mi!” all’interno della rassegna “Teatro in Corte”.

A breve la trama dello spettacolo e tutte le informazioni per prenotare!

Venerdì 7 luglio ci attende una serata molto particolare, “A cena con il Doge”!

Dalle ore 20.00 incontreremo un prodotto tipico del Veneto, il sigaro! 

L’avreste mai detto che il sigaro e la coltura del tabacco siano stati sviluppati e siano nati proprio in Veneto? 
La serata si svolgerà degustando i prodotti tipici del Polesine, abbinati alla degustazione del sigaro veneto!

Infine domenica 9 luglio dalle 19.00 ospiteremo, per una delle sue prime presentazioni, un giovane autore della Bassa Padovana, Jacopo Martinello con il suo primo libro “La Spelonca delle Stalattiti”!
Aperitivo in corte e a seguire cena con l’autore!

Insomma 4 appuntamenti che non aspettano l’ora di vedervi partecipare tutti all’interno della cornice dell’azienda agrituristica Valgrande, degustando, nelle prime calde serate estive, prodotti tipici del nostro territorio “conditi” da appuntamenti culturali per tutti i gusti!

4 appuntamenti di inizio estate al Valgrande!
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Badia Polesine, città antica – cosa vedere!

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Dopo avervi parlato di Lendinara (potete leggere tutte le informazioni cliccando qui), proseguiamo con Alberto alla scoperta della città di Badia Polesine!

Da Lendinara, imboccata la strada che costeggia il canale Adigetto, ci ritroviamo immersi nella campagna polesana. Il tratto di strada tutto pianeggiante e poco frequentato da macchine e mezzi pesanti è l’ideale per raggiungere Badia Polesine in tutto relax!

Ma vediamo insieme cosa vedere a Badia Polesine!
La prima tappa da fare una volta entrati a Badia Polesine è visitare l’Abbazia della Vangadizza!

Abbazia della Vangadizza

La più antica abbazia del territorio polesano di cui ancora oggi rimangono gli edifici e parte della chiesa. Fu fondata, per volere dell’allora signore di Mantova Almerico e della sua sposa Franca nella metà X sec. L’ultima disposizione testamentaria dell’ormai vedova a favore della basilica di Santa Maria è del 954. Negli anni successivi si alterneranno numerose donazioni da parte di nobili italiani e già nel 961 si parla di un abate, mentre nel 993 si fa cenno alla presenza di un monastero di benedettini in costruzione. Al termine del 900 l’abbazia ottiene l’indipendenza feudale e attorno all’anno 1000 sale al rango di diocesi per volere dell’allora papa Silvestro II. Alla fine del 1100, grazie alla protezione dei monaci che risiedevano all’interno dell’abbazia e al carattere indipendente del territorio rispetto al potere feudale, molti contadini si trasferirono nelle zone di competenza dell’abbazia e diedero avvio a grandi campagne di bonifica facendo diventare l’abbazia un punto di riferimento nel territorio. L’importanza dell’abate della Vangadizza era riconosciuto dai vari poteri del periodo medioevale, come il papato e l’imperatore del Sacro Romano Impero.
Dal 1213 si assiste ad una svolta nella gestione dell’abbazia che passa all’ordine dei Camaldolesi, ordine più dedito alla contemplazione e all’accrescimento delle arti piuttosto che alla cura del territorio che ormai dipendeva di fatto dall’abbazia e dal suo volere.
Ciò, se da un lato comportò all’ampliamento della biblioteca e allo sviluppo di attività culturali come il canto, dall’altra portò a dissidi interni al territorio per la mancanza di una guida sicura e forte.
Dal XV secolo, a causa di queste motivazioni, l’abbazia venne affidata a personale ecclesiale esterno, cioè ai vescovi del territorio limitrofo come il vescovo di Rovigo ed Adria o a quello di Brescia.
L’abbazia venne definitivamente soppressa dalla Repubblica di Venezia nel 1789 che ne incamerò i beni a seguito della riforma voluta dai patrizi veneziani. Nel 1792 ulteriore passo che pose fine all’importanza dell’abbazia e della città di Badia Polesine fu la sopressione della diocesi e l’accorpamento con quella di Adria e Rovigo.
La demolizione dell’intero complesso fu iniziata il 25 aprile 1810 quando la chiesa e il monastero vennero chiusi definitivamente. I lavori vennero fermati, purtroppo, quando erano quasi completati ma lasciandoci ancora l’intero chiostro, l’abside e il campanile pendente che ancora oggi possiamo ammirare.

Un’ultima curiosità sull’abbazia, nella piazza antistante il complesso riposano, in due sarcofagi di marmo, Alberto Azzo II d’Este e la moglie Cunegonda di Altdfor capostipiti della nobile famiglia degli Estensi, signori di Este e successivamente di Ferrara.

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Il centro di Badia Polesine

Visitata l’Abbazia della Vangadizza continuiamo la nostra passeggiata in bicicletta verso il centro città di Badia Polesine per scoprire altre cose da vedere assolutamente!

Teatro Sociale E. Balzan, la “Fenice” del Polesine

Il centro di Badia Polesine ospita uno dei teatri più belli del Polesine e tra i più belli del Veneto, è stato chiamato, per la sua bellezza, la “Piccola Fenice”. Stiamo parlando del Teatro Sociale “E. Balzan”.
Costruito nel 1812 da Bartolomeo Dente su disegno di Sante Baseggio, architetto di Rovigo, nel 1836 passa di proprietà ad una società di Palchisti che lo denominerà “Teatro Sociale”.
Nel 1855 il teatro subì un profondo intervento di restauro e ampliamento, con l’inserimento delle decorazioni dorate che ancora oggi lo caratterizzano e hanno portato al soprannome di “Piccola Fenice” per la ricchezza delle decorazioni e per lo stile simile al ben più famoso teatro di Venezia. A inizio ‘900, a causa delle importanti spese di gestione, la società che lo gestiva chiude l’attività e il teatro viene acquisito dal Comune di Badia. Solo negli anni ‘70, grazie all’interesse di Ivan Tardivello, ispettore delle Belle Arti originario proprio di Badia Polesine, si programmeranno i restauri dell’edificio. Edificio che riapre saltuariamente ospitando soprattutto mostre d’arte. Nel 2007 si avviano i lavori dell’ultimo restauro che termineranno nel 2011.
Proprio con la riapertura del Teatro Sociale coincide l’intitolazione ad Eugenio Balzan, imprenditore e famoso giornalista. Ancora oggi all’interno del teatro è ospitata la collezione di Balzan, donata dall’omonima fondazione alla città di Badia Polesine e visitabile nei giorni festivi.

Chiesa arcipretale di Badia Polesine

Nel centro città, proprio di fronte al Teatro Sociale, sorge la chiesa arcipretale di Badia Polesine e dedicata a San Giovanni Battista. La chiesa compare già alla fine del XII sec. come cappella dei monaci ed era direttamente dipendente dell’Abbazia della Vangadizza ed era adibita alle funzioni religiose per il popolo. La chiesa attuale nasce grazie al restauro del 1700 che l’ha notevolmente ampliata ed arricchita rispetto alle dimensioni e agli arredamenti presenti all’interno della chiesa precedente. La struttura religiosa all’interno presenta decorazioni e quadri di artisti polesani importanti.
Da vedere assolutamente la cantoria e l’organo finemente intagliati e decorati.

Il Comune di Badia Polesine

La sede municipale di Badia Polesine è un palazzo ricostruito, su un precedente edificio antico, nel XVII sec. ed è finemente decorato negli spazi interni da artisti polesani. Sotto il porticato sono presenti numerose lapidi decorate dedicate ai cittadini badiesi illustri, tra cui proprio Eugenio Balzan.
A fianco del palazzo comunale sorge la torre campanaria civica risalente al 1500 e tutt’ora attiva.

Altri luoghi da visitare

Altri luoghi da segnalare e andare a vedere a Badia Polesine vi sono:

Palazzo Estense

Palazzo Estense, a pochi passi dall’Abbazia della Vangadizza sorge il palazzo degli estensi, poi conosciuto come palazzo Gradenigo. Risalente al 1400 è in stile tardo-gotico, con numerose decorazioni architettoniche in stile, come ad esempio le trifore in stile gotico-fiorito.
Attualmente il palazzo è in abbandono e non è visitabile.

Mercato coperto

Il palazzo del Mercato Coperto è una costruzione molto particolare presente in città. Costruito nel primo ‘900 è decisamente influenzato dallo stile di Palazzo Ducale a Venezia. Sotto al portico era ospitato il mercato che si svolgeva in città. Attualmente ospita eventi culturali o incontri con autori o incontri dedicati alla cittadinanza.

Ecco il video del nostro itinerario dedicato a Lendinara e Badia Polesine!

Continua a seguire le nostre passeggiate in bicicletta con Alberto alla scoperta del Polesine su Facebook e Youtube!

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Ti sei perso le nostre passeggiate di “In bici con Alberto”? Non preoccuparti, ecco tutti gli appuntamenti!

1° itinerario – Dal Valgrande a Villa Nani Mocenigo
2° itinerario  – La via dei gorghi
3° itinerario – La via degli acquisti
4° itinerario – Un giretto sul Po
5° itinerario – La via delle distillerie

6° itinerario – Da Valgrande a Ferrara

7° itinerario (1a parte) – Lendinara, l’ “Atene del Polesine”

Badia Polesine, città antica – cosa vedere!
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Lendinara, l’ “Atene del Polesine” – cosa vedere!

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Un itinerario intero alla scoperta di due realtà importanti per la storia del Polesine, stiamo parlando delle città di Lendinara e Badia Polesine che abbiamo raggiunto comodamente in bicicletta partendo dal Valgrande! Oggi vi presentiamo Lendinara, a Badia Polesine dedicheremo un altro post!

La prima tappa del nostro viaggio in bicicletta è stata Lendinara, con la sua storia e i suoi monumenti e il suo museo del Risorgimento! Lendinara è conosciuta, grazie alla vivacità che l’ha contraddistinta nei secoli, come l’ “Atene del Polesine”.

Il Santuario della Beata Vergine del Pilastro

Arrivati a Lendinara ci siamo diretti nel suo cuore religioso, il Santuario della Beata Vergine del Pilastro che ospita una statua della Madonna scolpita su un legno di olivo.
La storia di questo Santuario comincia nel XVI secolo, quando si verificarono una serie di miracoli legati alla statuetta. Il primo fu dopo una notte di temporale, quando la statuetta, divelta dalla forza del vento dalla nicchia in cui era riposta, fu ritrovata, circondata da un forte bagliore, in una siepe vicina. Durante i lavori di costruzione del primo capitello venne utilizzata acqua di una fonte lì vicina che si trasformò, durante i lavori, da acqua limpida in acqua rosso sangue. Questa fonte negli anni divenne meta di pellegrinaggio grazie alle sue proprietà miracolose che guarirono molti infermi.
Alla fine del ‘500 venne deciso infine di edificare un santuario e di dedicare la città alla Madonna.
L’attuale chiesa fu edificata tra il ‘700 e l’800 ad opera dell’architetto don Giacomo Baccari. Ancora oggi il santuario è visitato da migliaia di fedeli ed è affidato ai monaci benedettini di Monte Oliveto.

Il Duomo di Santa Sofia

La città di Lendinara è ricca di chiese, tra le quali spiccano, oltre al Santuario mariano, la chiesa di San Biagio e il Duomo di Santa Sofia.
Il Duomo di Santa Sofia, impreziosito dall’altissimo campanile (il secondo più alto del Veneto) è una chiesa edificata fin dal lontano 1070 su un precedente tempio pagano. Voluta dalla nobile famiglia dei Cattaneo di Lendinara, la chiesa venne dedicata a Santa Sofia, probailmente un omaggio a Sofia Lendinara, moglie di Obizzo d’Este.
Nei secoli la chiesa, che originariamente era un oratorio privato, venne allargata e raggiunse le dimensioni attuali. All’interno sono conservate numerose tele di grande pregio, la più famosa è quella della “Madonna col Bambino e angelo musicante” di Domenico Mancini, un allievo del Giorgione, risalente al 1511.
Come dicevamo accanto al Duomo sorge il Campanile di Santa Sofia altro più di 92 metri iniziato a costruire nel 1792 e terminato nel 1824 sulla cui sommità è posto un angelo ligneo, rivestito in rame, girevole a seconda del vento. Quest’ultimo, colpito da un fulmine nel 1973, è stato sostituito da una copia.

Piazza Risorgimento

Il centro di Lendinara è Piazza Risorgimento, una piazza molto particolare, dominata da un lato dal Palazzo Pretorio e dalle prigioni edificato alla fine del 1300 con la funzione di castello sotto la signoria degli Estensi e più tardi sfruttato dai veneziani come luogo di detenzione. La torre, che ancora domina la piazza, è alta 25 metri.
Poco lontano rispetto al Palazzo Pretorio, sorge il municipio di Lendinara, anch’esso edificato in età estense. Di fronte al Municipio sorge la colonna con il Leone di San Marco, segno della dominazione veneziana della città, e la Torre Civica o dell’Orologio. Edificata nel ‘600 venne dotata di un orologio e di una campana che tutt’oggi rintocca ad ogni ora del giorno e della notte.

Teatro Ballarin

Poco lontano rispetto alla piazza sorge il Teatro Ballarin, un edificio che originariamente nel XV sec. ospitava i magazzini comunali e solo nel 1812 venne trasformato nell’attuale teatro che ospita una ricca stagione di prosa durante il periodo autunnale-invernale.

Museo del Risorgimento

Dal 2016 è presente un piccolo ma ricco museo dedicato al Risorgimento Italiano all’interno del palazzo Malmignati – Boldrin che ospita la biblioteca comunale e gli archivi storici del comune di Lendinara e di alcune famiglie nobiliari.
Il Museo del Risorgimento è visitabile durante tutto l’anno previa prenotazione. All’interno vi sono documenti e manufatti del periodo risorgimentale italiano. Lendinara infatti è una città che si è contraddistinta nel periodo risorgimentale per i moti a favore del risorgimento italiano e per aver dato i natali ad Alberto Mario, amico di Giuseppe Garibaldi e uno dei primi deputati e senatori del neonato Regno d’Italia.

Altri luoghi da visitare

Da visitare anche il parco di Ca’ Dolfin, un enorme parco privato caratterizzato per la sua struttura di giardino all’italiana che sorge nel cuore della città di Lendinara. Visitabile in alcune giornate specifiche dell’anno o su prenotazione, un gioiello da non perdere!

Numerosi sono i palazzi nobiliari, simboli della ricchezza della città e delle sue famiglie, che costellano e impreziosiscono la città.

Da segnalare infine il percorso sulle sponde dell’Adigetto, il piccolo canale, che partendo da Badia Polesine, attraversa la città di Lendinara. Luogo caratteristico e adatto a camminate o passeggiate in bicicletta.

Continuate a seguirci per scoprire insieme anche la città di Badia Polesine!

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Lendinara, l’ “Atene del Polesine” – cosa vedere!
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Da Valgrande a Ferrara – In bici con Alberto

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Tutti la conoscono, è patrimonio dell’Unesco ed è famosa, oltre che per le sue bellezze storiche e artistiche, anche per essere la città italiana delle biciclette, stiamo parlando di Ferrara!

Il sesto itinerario di “In bici con Alberto” ci ha condotti appena fuori dal Polesine, in una città famosa in tutta Italia e nel mondo: Ferrara!
E’ la città delle biciclette per eccellenza e non potevamo farci mancare, vista la vicinanza, un giro alla scoperta di Ferrara insieme ad Alberto.

Ferrara dista dal Valgrande appena 26 km da percorrere sugli argini del Po, con una pedalata lenta, gustandoci il verde e l’azzurro che costeggiano la via asfaltata che ci conduce in città.

Il percorso, sebbene facile essendo prevalentemente pianeggiante, tocca alcuni punti trafficati dalle macchine, non privando però della necessaria tranquillità chi sta trascorrendo la sua vacanza nel nostro territorio. Non preoccupatevi, il percorso è costellato da numerose e sicure piste ciclabili che ci conducono fino al centro della città.

Il Castello Estense

Il primo monumento che incontriamo entrando nel centro storico di Ferrara è il suo imponente Castello Estense.
La sua costruzione iniziò nel 1385 su decisione dell’allora signore di Ferrara Niccolò II d’Este. Il castello subì notevoli ampliamenti e migliorie durante la signoria degli Estensi sulla città, da ricordare gli ampliamenti voluti da Ercole I d’Este per quanto riguarda la struttura e per le decorazioni e gli abbellimenti, sia interni che esterni, voluti da Alfonso I durante il 1500, nella fattispecie le “Altane”, rialzi alle torri che da punto di osservazione militare diventarono luogo di contemplazione del paesaggio per la corte.
L’ultimo signore, Alfonso II realizzò infine altri lavori di abbellimento della struttura, dai cortili interni alle decorazioni delle sale.
Morto Alfonso I e decaduta, per via della mancanza di eredi diretti, la famiglia degli Estensi la città subirà un declino, come le sue strutture, essendo rientrata in seno allo Stato della Chiesa per volere dell’allora papa Clemente VIII.
Da ricordare come l’ultimo terremoto del 2012 abbia provocato numerosi danni e crolli all’edificio che fortunatamente ha subito un veloce restauro e, ad oggi, è completamente visitabile e consolidato.

Il Duomo di Ferrara

La Cattedrale di Ferrara, dedicata a San Giorgio Martire, impreziosisce il centro della città. Attualmente in fase di restauro vi è la facciata dell’edificio, costruito a partire dal 1135 per volere dell’allora Signore di Ferrara Federico Giocoli con il contributo di Guglielmo degli Adelardi. I lavori di abbellimento della Cattedrale sono continuati nei secoli, dalla realizzazione della facciata con statue, loggette e bassorilievi scolpiti nel marmo bianco.
Il campanile, che sorge a fianco dell’edificio, fu realizzato tra il 1435 e il 1493 su progetto di Leon Battista Alberti e ad oggi è un edificio incompiuto, mancando infatti la copertura a cuspide che lo caratterizza nel progetto iniziale. Nel 1700 la cattedrale subì dei lavori che ridussero le navate da 5 a 3, lavori che terminarono nel 1800.
Oltre le decorazioni e i dipinti all’interno sono da vedere i due organi a canne posizionati all’interno della Chiesa.

Anche il Polesine ha le sue meraviglie artistiche! Scarica gratuitamente la tua guida “Arte in Polesine” da qui!

 

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Le vie storiche del Centro

Ferrara è famosa anche per le sue vie storiche del centro città. Piccole vie, luoghi da scoprire e in cui perdersi per vedere una città diversa dal solito, legata alla sua origine medioevale.
Famosa è la “via delle volte”, un vicolo impreziosito dalle volte che legano i palazzi tra di loro e offrono riparo durante le giornate di pioggia o ombra e fresche temperature durante le assolate giornate di sole!

Palazzo dei Diamanti

Forse il più celebre palazzo di Ferrara, stiamo parlando del Palazzo dei Diamanti! Oggi è una sede espositiva per mostre dal richiamo internazionale e centro culturale di Ferrara.
Il Palazzo, voluto da Sigismondo d’Este nel 1492, fu progettato da Biagio Rossetti, famoso architetto attivo a Ferrara alla fine del ‘400.
Il suo nome deriva dalla decorazione della facciata, tecnica chiamata “a bugnato”, che ha la particolare forma di punte di diamante.
Leggenda narra che all’interno di una delle 8500 punte di diamante della facciata vi sia incastonato e coperto dalla muratura un diamante vero!

Il Monastero di Sant’Antonio in Polesine

L’ultima tappa del nostro giro in bicicletta a Ferrara non poteva che essere un rimando al nostro Polesine. Il Monastero di Sant’Antonio in Polesine è una costruzione risalente all’alto medioevo voluto dai frati agostiniani. Esso sorgeva all’interno di un’isola circondata dalle acque del fiume Po situato appena fuori dall’antica Ferrara, quando vicino alla città scorrevano le acque del fiume.
Nel 1297 il monastero passò nelle mani delle monache benedettine per volere della beata Beatrice d’Este.

Riprendiamo la nostra bicicletta e, percorrendo il tratto esterno alle mura della città, ritorniamo al Valgrande, per riposarci e riprendere con altri nuovi itinerari in bici, la scoperta del territorio che ci circonda! 
Alla prossima puntata!

Se ti sei perso il video dedicato all’itinerario “Da Valgrande a Ferrara” te lo riproponiamo qui sotto!

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Ogni settimana, il mercoledì, un nuovo itinerario di “In bici con Alberto” dedicato al nostro territorio!

Se ti sei perso gli altri itinerari non preoccuparti, eccoli qui! Clicca sul titolo e scopri di più!

1° itinerario: Da Valgrande a Villa Nani Mocenigo
2° itinerario: La via dei gorghi
3° itinerario: La via dello shopping
4° itinerario: Un giretto sul Po
5° itinerario: La via delle distillerie

Da Valgrande a Ferrara – In bici con Alberto
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